Davor Polutnik

“Il delfino tursiope” 
“Il cancelletto” 
“Il messaggio nella bottiglia” 
“Il delfino tursiope” (Dobri dupin)
– collage realizzato con la pietra, il legno e altri materiali naturali. È noto che nelle acque dell’arcipelago di Cherso e Lussino vive una numerosa colonia di delfini tursiopi, oggi tra le meglio conosciute e studiate del Mediterraneo. 
Il quadretto dedicato al “Delfino tursiope” vuole essere sia un messaggio rivolto ai turisti e agli abitanti dell’arcipelago sulla necessità di proteggere questa comunità così particolare e preziosa, sia, nel contempo, un souvenir dell’isola che ogni anno dedica al delfino tursiope un’intera giornata di festa. Questo quadretto ha anche un valore didattico, perché può suscitare in molti il desiderio di approfondire la conoscenza o scoprire il mondo dei delfini tursiopi e l’isola di Lussino. 

“Il cancelletto” (Lesa) 
– collage realizzato con la pietra, il legno e la corda in canapa. Alludiamo al cancelletto in legno tipico dei muriccioli a secco degli ovili, la cui fabbricazione era ed è tutt’ora riservata agli uomini. Per costruire un cancelletto che durasse qualche decennio era necessario saper scegliere il miglior legno di peccio. Il sapere legato alla costruzione di cancelletti sufficientemente robusti s’è tramandato di generazione in generazione ed è stato acquisito osservando e partecipando alla loro costruzione. Già attorno ai quindici anni d’età, i ragazzini dell’isola dovevano aiutare i grandi nella preparazione del legno e nella sua lavorazione. Ogni pastore doveva sapersi costruire da solo il cancelletto per il proprio ovile. Seppure questa tradizione resista ancora, sempre più spesso, però, i vecchi cancelletti di legno vengono sostituiti da nuovi cancelletti in ferro o in rete metallica, oppure da porte improvvisate fatte con bancali di legno… Insomma, il collage “Il cancelletto” vorrebbe strappare dall’oblio i vecchi cancelletti di legno, farli conoscere ai turisti, spiegarne la loro funzione e, così facendo, contribuire a salvarne il ricordo e a perpetuarne l’uso. 

I collage sono fatti con materiali naturali, trovati andando a spasso per la natura. Si tratta perlopiù di pezzi di legno portati dal mare e sassi raccolti qua e là. 

Prezzo del souvenir: 210,00 kune circa

“Il messaggio nella bottiglia” 
“Il messaggio nella bottiglia” – Lussino ha dato a tutti i mari e agli oceani del mondo tanti marinai fin dal XV secolo. Nei secoli XVIII e XIX quest’isola ha dato i natali a noti e apprezzati capitani di marina: ben due ammiragli, ufficiali insigniti delle più alte onorificenze nazionali, gente che ha fatto il periplo del pianeta. Le storie dei capitani lussignani sono tutte avvincenti racconti di vita vissuta. Le loro famiglie, le loro mogli e i loro figli erano sempre in attesa che ritornassero dei loro viaggi in terre e mari lontani. “Il messaggio nella bottiglia” simboleggia il legame e l’amore con cui le consorti dei marinai sostenevano i loro uomini, perché navigare è indispensabile, vivere no!  
“Sempervivum tectorum” – Il legame tra l’uomo e il Sempervivum tectorum – comunemente noto come semprevivo maggiore, barba di Giove, guardacasa o semprevivo dei tetti, risale alla notte dei tempi, quando questa pianta veniva fatta crescere sui tetti perché si credeva che proteggesse la casa dai fulmini, dalle streghe e dai malanni. Al Sempervivum tectorum è dedicato un capitolo molto interessante di queste superstizioni. È giunto fino ai nostri giorni il “Capitulare de villis”, una sorta di decreto imperiale regolante la vita nelle aziende agricole, emanato probabilmente da Carlo Magno o da suo figlio Ludovico il Pio nel IX secolo. Esso, tra le altre cose, enumera ben settantadue piante la cui coltivazione e la cui cura erano disciplinate per decreto. La norma si chiude con la seguente frase: “…anche il contadino deve coltivare il Sempervivum tectorum nella sua casa!”. La gente dell’epoca credeva, infatti, che la casa sul cui tetto fosse lasciato crescere il Sempervivum tectorum, sarebbe stata protetta dai fulmini. Oggi, a mille anni e più anni da quel Capitolare, questa pianta sui generis, con la sua rosetta di belle foglioline carnose, è ancora presente sui tetti delle case degli agricoltori. 

Punti vendita:  
Atelier a Sveti Jakov, Sveti Jakov 13 
A Ossero (Osor) nella piazza centrale, nei mesi estivi c’è una bancarella che li vende 
Su Facebook: @Davor3103 Happy homes Art

Di autóre:
Davor Polutnik
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